Come all’Istituto Bearzi di Udine studiano la Robotica

13 Apr

Cambia la Scuola che Cambia


La tecnologia non tiene lontano l’uomo dai grandi problemi della natura,

ma lo costringe a studiarli più approfonditamente.

Antoine De Saint-Exupéry


Il Bearzi potrebbe essere il nome di una scuola qualsiasi, di una fra le tante. E infatti lo è: Bearzi è proprio il nome di una scuola, dell’Istituto salesiano di Udine.

Poi però, se ti prendi del tempo per curiosare cosa fanno in questa scuola, scopri che “una delle tante” in fin dei conti non lo è. Intanto ha un sito web aggiornato (cosa non banale), dove con orgoglio raccontano quel che fanno. Poi sono su Facebook, e uno dice “bon, vabbè”, ma sono anche su YouTube, su Twitter (e twittano, seguiteli) e addirittura su Pinterest. Ancora non vi abbiamo convinto che stiamo parlando di una scuola speciale? Va bene, avete ragione.

Il Bearzi è una scuola che punta moltissimo sulle tecnologie – ci racconta il referente Giovanni Cassina – perché crediamo che siano fondamentali in ambito educativo.

Per questo l’Istituto si è dotato di diverse attività tecnologiche ed informatiche tra cui tutta una serie di progetti legati alla robotica, che ci raccontano così!

L’educational robotics è un nuovo settore di ricerca e didattica in cui considerare la robotica applicata all’apprendimento.

In particolare, nella nostra regione sono stati avviati laboratori di robotica educativa presso l’istituto salesiano Bearzi di Udine. Qui gli studenti dalle elementari alla quinta superiore utilizzando i robotics construction kits, scatole high tech che contengono tutti gli elementi hardware (mattoncini, ruote, ghiere) e software (interfaccia di programmazione) per realizzare organismi artificiali capaci di interagire nell’ambiente (per esempio LEGO® Mindstorms). Configurandosi come giocattoli ispezionabili i robot permettono, infatti, di “entrare dentro” i meccanismi di costruzione e montaggio fino ad arrivare a quelli di programmazione. Essi diventano dei “giochi con cui pensare”.

La didattica con tecnologie robotiche non solo promuove nei giovanissimi una maggiore motivazione all’apprendimento, ma offre anche un valido supporto o per il passaggio dall’astratto al concreto e viceversa e per lo sviluppo di nuove competenze.

Un ben diverso è il modo di approcciare l’informatica se il computer serve a programmare il robot, consolidando conoscenze e abilità. Verso una competenza digitale applicabile al problem solving sono strutturate molte delle gare nazionali e internazionali in cui studenti di ogni età si sfidano a suon di robot. Nel mese di gennaio una intera classe della secondaria di primo grado Bearzi, e

x medie, ha affrontato la First Lego League. Mission: ideare, realizzare e programmare un robot in grado di promuovere l’apprendimento in ambiente scolastico e informale.

Oggi ci sono robot programmati per versare bevande, falciare l’erba, tosare pecore, e in generale svolgere innumerevoli azioni utili. È un dato di fatto che essi fanno sempre più parte della nostra vita quotidiana e del mondo del lavoro. Per questo è importante che anche la scuola guardi con interesse alle molteplici strade che la educational robotics permette nel campo della formazione.

Il nostro motto è: gioco + studio = apprendimento²

Adesso vi abbiamo convinto? In regione ci sono scuole ad alto potenziale tecnologico!

A Spilimbergo con il crowdfunding acquistano una LIM

8 Mar
LIM

Inauguriamo la rubrica “Cambia la Scuola che Cambia“, con questa specie di scioglilingua che racchiude un invito “Cambia la Scuola”, ma anche un monito, un dato di fatto: “la Scuola che Cambia”, perché il cambiamento è già in atto. Con l’intento di raccogliere buone pratiche e belle storie, riguardo alle realtà scolastiche della nostra regione, ci auguriamo che queste storie possano diventare motivo di stimolo per altri insegnanti e altre scuole interessate.

Ci troviamo a Spilimbergo, alla scuola primaria “G.B. Cavedalis”.

All’interno della struttura è presente un’unica LIM, la lavagna interattiva multimediale, o lavagna elettronica. Si tratta di una superficie interattiva su cui è possibile scrivere, disegnare, allegare immagini, evidenziare i testi, riprodurre video o animazioni.

E’ un ottimo strumento che si integra con la didattica d’aula poiché coniuga la forza della visualizzazione e della presentazione tipiche della lavagna tradizionale con le opportunità del digitale e della multimedialità. Nell’accezione più comune quando si parla di Sistema LIM si intende un dispositivo che comprende una superficie interattiva, un videoproiettore ed un computer.

Purtroppo, mancando fondi e finanziamenti per l’acquisto di ulteriori LIM, le classi sono destinate a rimanere prive di tali strumenti.

Le maestre della classe 3^B però non si sono scoraggiate e, con il sostegno dai genitori e dalla rappresentante di classe, hanno pensato ad un progetto basato sul “crowdfunding,  un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza le proprie risorse e mette a disposizione il proprio tempo in comune per sostenere gli sforzi necessari al raggiungimento di un obiettivo. Ecco quindi che molti genitori, ma anche alcuni nonni degli alunni, hanno coordinato, aiutato e istruito i bambini e le maestre nella realizzazione di: mosaici, piccoli lavori ad uncinetto e oggetti vari, anche mediante l’utilizzo di materiale riciclato. Approfittando del locale mercatino natalizio sono stati presentati e venduti i lavoretti realizzati dagli alunni in classe.

Con i fondi raccolti e con il supporto di un genitore esperto di informatica, le maestre hanno potuto individuare una soluzione tecnologica, a basso costo, che permettesse di dotare la classe di una LIM.

Si è provveduto a ricondizionare un personal computer usato, ad acquistare un carrello porta pc, un video proiettore ed un pannello di proiezione, il tutto unito ad un dispositivo composto da penna e rilevatore ad infrarosso utile per attivare le funzioni tipiche di interattività delle LIM.

Sul computer sono stati installati una serie di software open source e gratuiti finalizzati alla ditattica tra cui : Open Sancorè, Libre Office, Point to Fix.

Ora, finalmente, gli alunni e le maestre possono beneficare della presenza della LIM e dei vantaggi che l’uso della stessa potrà portate alla didattica in aula.

La prossima sfida sarà quella di dotare la LIM di un accesso internet.

Roberto

mentor di CoderDojo FVG